«Laura, d’estate la crema mi si scioglie in faccia. Tanto vale non metterla, no?»
No. Ma capisco da dove arriva la domanda: la routine invernale, d’estate, semplicemente non funziona. Texture troppo ricche, pelle che luccica alle dieci del mattino, il fondotinta che scivola. La risposta però non è togliere tutto: è cambiare le regole. Poche cose, fatte bene, tutta l’estate.
1. L’esfoliazione: sì, anche col sole (anzi)
Sembra un controsenso, esfoliare d’estate. «Ma non si rovina l’abbronzatura?» Al contrario: l’abbronzatura che dura è quella che poggia su una pelle levigata, non su uno strato di cellule morte pronte a squamarsi via col primo asciugamano. Un’esfoliazione delicata una volta a settimana, sul corpo, rende il colorito più uniforme e la pelle più luminosa.
Il mio gesto preferito resta la spazzolatura a secco: tre minuti prima della doccia, dal basso verso l’alto, con una spazzola di setole naturali. Muove la microcircolazione, leviga, e d’estate aiuta anche le gambe che si gonfiano col caldo. Attenzione solo a due cose: mai su pelle scottata o irritata, e mano leggera nei giorni subito dopo l’esposizione intensa.
I peeling più profondi, quelli chimici, sono invece un discorso da autunno: la pelle esfoliata in profondità e il sole pieno non vanno d’accordo. Se ti incuriosiscono, ho spiegato qui perché il peeling chimico si fa dopo l’estate.
2. La protezione solare, quella vera
Te lo dico senza giri: la protezione solare è l’unico vero anti-age che esista. Tutto il resto (creme, sieri, trattamenti, me compresa) lavora per recuperare quello che il sole senza filtro si porta via. La maggior parte delle macchie, delle rughe sottili e del cedimento del décolleté che vedo in cabina ha la stessa firma: anni di sole preso senza protezione, o con la protezione messa «a occhio».
Le regole che do alle mie clienti sono quattro, semplici:
- SPF 50 sul viso, tutti i giorni d’estate, anche quando vai solo al lavoro. Il sole delle commissioni a piedi conta quanto quello della spiaggia, solo che non te ne accorgi.
- Quantità vera: per il viso serve l’equivalente di due dita di prodotto. La velatura trasparente che non si vede è anche quella che non protegge.
- Riapplicare: ogni due ore se sei fuori, sempre dopo il bagno. Il «resistente all’acqua» resiste, non è eterno.
- Le zone dimenticate: orecchie, attaccatura dei capelli, dorso delle mani, décolleté. Sono esattamente i punti dove tra dieci anni compaiono le macchie.
E no, la protezione non impedisce di abbronzarsi: rallenta il colore di qualche giorno e in cambio te lo tiene per settimane, su una pelle che non si spella.
3. L’idratazione: leggera dentro, leggera fuori
D’estate la pelle non ha bisogno di meno idratazione: ha bisogno di un’idratazione diversa. Via le texture burrose dell’inverno, dentro gel e fluidi con acido ialuronico che si assorbono in un minuto. La pelle grassa o mista d’estate va idratata comunque: se la lasci a secco, produce ancora più sebo per compensare, ed ecco la lucidità delle dieci del mattino.
Poi c’è l’idratazione da dentro, che d’estate vale doppio: acqua spesso, frutta ricca d’acqua, verdura a ogni pasto. La pelle è l’ultimo organo a ricevere l’acqua che bevi: se ne bevi poca, lei è la prima a pagare. Con il caldo si gioca anche la partita delle gambe: se le tue a fine giornata sono pesanti, ho scritto una cosa su gambe pesanti d’estate.
4. L’alcol e gli aperitivi: il conto lo paga la pelle
Non farò la parte della maestra, l’aperitivo d’estate è un rito che capisco. Ma è giusto che tu sappia il meccanismo: l’alcol disidrata, dilata i capillari e infiamma. Il viso del giorno dopo (gonfio, spento, con i pori più evidenti) non è una tua impressione. Il trucco non è l’astinenza: è l’alternanza. Un bicchiere d’acqua per ogni drink, e qualche sera della settimana davvero senza. La tua pelle di settembre ringrazierà quella di luglio.
+1. Il tempo per te (che d’estate sparisce)
L’estate promette relax e consegna liste: valigie, casa, figli, parenti, il lavoro da chiudere prima delle ferie. Molte delle mie clienti arrivano ad agosto più stanche di giugno. Il consiglio in più non riguarda un prodotto: riguarda un’ora. Una, a settimana, tua. Un massaggio, un trattamento viso, o anche solo la spazzolatura fatta con calma invece che di corsa. La pelle riflette il sistema nervoso più di quanto rifletta la crema: una donna che si concede tregua si vede in faccia.
La routine estiva in pratica (per non pensarci più)
Mattina: detersione veloce, siero o gel idratante, SPF 50. Sera: detersione vera (doppia se hai messo protezione tutto il giorno, e dovresti), idratante leggero. Una volta a settimana: esfoliazione delicata o spazzolatura con calma. Dopo ogni giornata di sole pieno: doposole o gel all’aloe, e quella sera niente acidi né retinolo.
Tutto qui. Il resto (le maschere «illuminanti» da frigo, i sieri «glow» estivi, la beauty routine in dodici passaggi vista sui social) è intrattenimento. Piacevole, per carità. Ma la differenza tra la pelle di settembre bella e quella cotta la fanno le quattro cose sopra.
E se la tua pelle sta attraversando anche il cambiamento ormonale, l’estate la mette alla prova due volte: ne ho scritto in la pelle in menopausa d’estate.
Una domanda che mi fanno spesso
«Il trattamento viso d’estate si può fare?» Sì, cambiando tipo di trattamento: d’estate in cabina si lavora su idratazione profonda, pulizia e lenitivi, non su acidi aggressivi. L’ho spiegato per bene in trattamento viso d’estate. Il viso pulito e idratato prende anche un colore più bello: è il segreto di Pulcinella delle abbronzature invidiabili.
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Dimmi che pelle hai e che estate ti aspetta: ti dico le due cose da sistemare subito.
— Laura
Fior di Loto — Campobasso