Davvero aiuta così tanto la spazzolatura?

Davvero aiuta così tanto la spazzolatura?

«Laura, ma la spazzolatura a secco funziona davvero o è l’ennesima moda?»

Me l’ha chiesto Roberta martedì scorso, sul lettino, mentre le lavoravo le gambe. Cinquantadue anni, cammina ogni giorno, mangia con attenzione. Eppure la sera le caviglie le ritrovava segnate dal calzino.

Le ho risposto quello che rispondo a tutte. Sì, aiuta. Ma non nel modo in cui te l’hanno raccontata.

Cosa fa davvero quella spazzola

La spazzolatura a secco è esattamente quello che dice il nome: passare una spazzola con le setole naturali sulla pelle asciutta, prima della doccia, senza acqua e senza prodotti. Cinque minuti al mattino. Movimenti lenti, dal basso verso l’alto: caviglie, polpacci, cosce. Sempre verso il cuore, perché è la direzione in cui la linfa cammina.

La pelle si sveglia. Il microcircolo, cioè quella rete di vasi piccolissimi appena sotto la superficie, si muove; le cellule morte vanno via; e quel formicolio leggero che senti ti dice che stai lavorando bene. I risultati arrivano lì dove la spazzola può arrivare: pelle più liscia al tatto, più luminosa, più ricettiva quando poi stendi la crema. Due settimane di costanza e la differenza la senti sotto le dita.

Ed è anche il motivo per cui la regalo a chi fa la prima consulenza qui in istituto. Non perché sia un gadget: perché è il gesto che tiene vivo a casa il lavoro che facciamo in cabina.

Come la scelgo, e come la faccio usare alle mie clienti

Setole naturali, né troppo morbide né troppo dure: se ti graffia hai sbagliato spazzola, se non la senti hai sbagliato lo stesso. Per il corpo va bene quella con il manico lungo, che ti permette di arrivare dietro le cosce e sulla schiena senza contorcerti.

Ogni zona cinque, sei passaggi. Niente fretta: non stai grattando una padella, stai svegliando la pelle. Gambe dal basso verso l’alto. Pancia con movimenti circolari, dolci, in senso orario. Braccia dal polso alla spalla. Mai sul viso, mai su pelle irritata o screpolata, mai sui capillari evidenti: lì la pelle chiede delicatezza, non stimolo.

Poi doccia, crema, via. Tre mattine a settimana bastano per cominciare, e il consiglio che posso darti è di tenere la spazzola appesa dentro il box doccia: quello che si vede si usa, quello che finisce nel cassetto del bagno dura una settimana. Mi segui? Non serve farne una missione. Serve farla.

Gli errori che vedo più spesso

Il primo è la fretta: si passa la spazzola come si passa uno straccio, in trenta secondi, e ci si stupisce che non cambi niente. Il secondo è la forza: più premo, più funziona, che non è vero e lascia la pelle arrossata per un’ora. Il terzo è farla sulla pelle bagnata, sotto la doccia, che è un’altra cosa e serve a molto meno.

Poi c’è l’errore di stagione, e questo lo faccio notare quasi a tutte. D’estate, dopo il mare, la pelle è già stressata dal sole e dal salino: si alleggerisce, due volte a settimana e con mano più leggera. In inverno invece la pelle è più secca e la crema dopo non è facoltativa, è parte del gesto. La spazzola apre la strada, la crema ci passa sopra.

Però c’è un punto dove la spazzola si ferma

La spazzola lavora in superficie. Punto.

Il gonfiore che torna ogni sera, le gambe che pesano da metà pomeriggio, i segni del calzino che restano: quello è un discorso più profondo. Ne ho parlato nell’articolo sulla ritenzione idrica, e lì la spazzola da sola non basta.

Aspetta, dico meglio: la spazzola prepara. Poi serve qualcuno che vada a lavorare dove le tue mani non arrivano, con il linfodrenaggio, che è un massaggio lento che segue il percorso della linfa, o con la pressoterapia, che fa lo stesso lavoro con una spinta meccanica più decisa. È quello che faccio ogni giorno: trovi tutto nella pagina dei massaggi da Fior di Loto.

Quando vedi i risultati, e quando no

Prime due settimane: pelle più levigata, grana più fine, la crema che entra invece di restare sopra. Primo mese: colorito più uniforme, e quella sensazione di gamba più sveglia al mattino.

Quello che la spazzola non farà mai da sola: sgonfiare davvero una gamba che trattiene liquidi, sciogliere una cellulite che c’è da anni, sostituire delle mani esperte. E va bene così. Nessun gesto da cinque minuti può fare il lavoro di un ciclo di trattamenti, esattamente come nessun ciclo di trattamenti regge se poi a casa non fai niente.

Il segnale da non ignorare

Se dopo un mese di spazzolatura fatta bene le gambe la sera pesano come prima, il corpo ti sta dicendo qualcosa. Ma non è un fallimento tuo: è il limite dello strumento.

A Roberta è andata così. Spazzola al mattino, sì, però il cambio vero è arrivato quando abbiamo unito il gesto a casa con un ciclo in cabina. Oggi la sera le caviglie sono pulite, e lei se n’è accorta prima allo specchio che sulla bilancia. Se ti ritrovi in queste righe, leggi anche quello che ho scritto sulle gambe pesanti.

Le domande che mi fanno più spesso

Ogni quanto va fatta?
Tre volte a settimana per cominciare, al massimo tutti i giorni se la pelle la tollera bene. Meglio tre volte fatte con calma che sette di corsa.

Prima o dopo la doccia?
Prima, e sulla pelle completamente asciutta. Sulla pelle bagnata le setole scivolano e il gesto perde quasi tutto il suo senso.

Va bene anche in gravidanza o con i capillari fragili?
Sulle zone delicate si evita e si lavora piano, e in gravidanza il consiglio che posso darti è di sentire prima chi ti segue. Nel dubbio chiedimelo: guardiamo insieme la tua pelle e decidiamo da lì.

Quanto dura una spazzola?
Circa un anno con un uso regolare. Si sciacqua ogni tanto con acqua tiepida e si lascia asciugare con le setole in giù, lontano dall’umidità.

La spazzolatura è un gesto buono. Anzi, è uno dei pochi gesti da cinque minuti che consiglio davvero a tutte. Ma è l’inizio del lavoro, non la fine.

Scrivimi qui: wa.me/3908741950632

Ti ascolto, poi ti dico io se per le tue gambe basta la spazzola o serve qualcosa in più.

— Laura


Fior di Loto — Campobasso
Metodo Rinascita · Consulenza · Trattamenti · Prodotti
0874 1950632 · @fiordiloto.cb

Immagine di Laura Ruta

Laura Ruta

Estetista e titolare di Fior di Loto, il centro estetico aperto a Campobasso nel 2017. Ideatrice del Metodo Rinascita, accompagna le donne dai 45 anni in su a ritrovare leggerezza e fiducia nel proprio corpo.

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