«Laura, ho visto la niacinamide dappertutto: nei sieri, nelle creme, su Instagram. Ma a cosa serve esattamente?»
Me lo chiedono spesso. Di solito a settembre, quando tornano dall’estate col viso un po’ stanco, qualche macchietta nuova, la pelle che sembra meno luminosa di com’era a giugno. E guardano questo ingrediente con una cosa tra il curioso e il diffidente: sembra troppo semplice per essere vero.
Te lo racconto come lo racconto a loro.
È la stessa cosa della vitamina B3?
Sì, è esattamente quella. La niacinamide è la vitamina B3 in forma cosmetica — uno dei pochi ingredienti che la ricerca ha studiato bene, e che torna sempre fuori perché funziona su più cose insieme.
Si scioglie in acqua, entra nei tessuti senza irritare, e il corpo la riconosce perché ne ha già una quota naturale. È questo che la rende tollerabile quasi da tutte: nessun periodo di adattamento, nessuna reazione da mettere in conto a priori.
Sui Reel e nelle schede dei brand la trovi anche come «vitamina B3» oppure «niacina». I nomi cambiano, la molecola è quella.
Cosa fa, sulla mia pelle?
Andiamo a vedere le cose una per una, senza promesse eccessive.
La prima è la barriera cutanea (lo strato superficiale della pelle). La niacinamide stimola la produzione di ceramidi, che sono i grassi che tengono unite le cellule di quello strato, come il cemento tra i mattoni. Quando la barriera è integra, l’acqua resta dentro, la pelle è morbida e reagisce meno alle cose esterne. Quando si indebolisce, per il sole o per uno stress prolungato o per un prodotto troppo aggressivo, la pelle tira, si irrita, e perfino la crema che usi da anni sembra non bastare.
La seconda cosa è il tono. La niacinamide rallenta la migrazione della melanina, il pigmento che dà colore alla pelle, verso la superficie: le macchiette giallo-marroni lasciate dal sole nel tempo si uniformano. Non spariscono in due settimane. Ma con costanza si vede.
La terza è il sebo. Regola l’attività delle ghiandole sebacee senza asciugare: il poro si vede meno, la pelle è meno lucida a metà giornata. Non è un mattificante aggressivo. È un riequilibrante. La grana si affina senza che la pelle senta di perdere qualcosa.
E poi c’è l’effetto anti-rossore. Per le clienti che tornano a settembre con la pelle reattiva, è la cosa più visibile: calma l’infiammazione leggera che il sole lascia dietro di sé.
Per quanto riguarda le rughe sottili: aiuta con le linee fini. Non è il retinolo. Chiaro.
A chi ha senso consigliarla?
A quasi tutte, con qualche distinzione.
Se hai la pelle mista o grassa con i pori in evidenza, è probabilmente l’ingrediente che mancava. Il sebo si riduce senza disidratare, il poro si affina senza aggressione.
Se hai la pelle sensibile che arrossa facilmente, soprattutto adesso dopo l’estate, è la scelta più sicura. Meno irritante della vitamina C, meno potente del retinolo, ma usabile anche nei mesi in cui gli altri attivi chiedono pausa.
Se hai la pelle matura con qualche macchia e il viso che inizia a perdere luminosità, la abbino spesso a una pulizia viso in cabina: la pelle trattata risponde meglio ai prodotti che usi dopo. Mi segui?
Il consiglio che posso darti è quello di non usarla perché va di moda: usala se c’è un motivo concreto.
Come si usa? Prima o dopo la crema?
Qui in istituto, quando andiamo a costruire una routine insieme, la mettiamo nel passaggio del siero: dopo il toner se lo usi, prima della crema idratante. La niacinamide porta acqua e prepara la pelle a trattenere quello che arriva dopo.
Basta una o due gocce, mattina e sera, su pelle pulita e leggermente umida.
Aspetta, dico meglio: non serve fare di più. Funziona bene a concentrazioni moderate, dal 5 al 10 per cento. Sopra certi dosaggi l’ingrediente non diventa più efficace: diventa solo più probabile che la pelle reagisca.
Con gli altri prodotti va d’accordo quasi sempre. Con l’acido ialuronico funziona bene, con la vitamina C funziona bene. C’era un vecchio mito che andassero separati, ma è stato smentito. Con il retinolo va bene, e anzi lo bilancia se la pelle è reattiva. L’unico accorgimento è con gli acidi esfolianti ad alta percentuale: lì si usa in momenti separati, perché la pelle ha già abbastanza da fare.
Perché la consiglio di più a settembre?
Perché settembre è il mese in cui la pelle arriva da tre mesi di sole, salsedine, caldo. E ha bisogno di ricostruire, non di essere trattata con altri aggressivi.
La niacinamide è quello che metto in routine quando il viso è già stressato. Prepara la pelle al rientro nella routine normale, aiuta a smaltire i danni del sole prima che diventino definitivi, e apre la strada per i trattamenti più profondi dell’autunno e dell’inverno.
Come ti raccontavo parlando della pelle al rientro dalle vacanze, settembre è fatto per ripristinare. E lei è perfetta per questo: agisce piano, e lascia la pelle più ricettiva a tutto quello che viene dopo.
Elena è venuta da me a inizio settembre. Quarantadue anni, pelle mista, le macchiette del sole sulla guancia sinistra che d’estate si scurivano sempre un po’. Non aveva una routine strutturata. Abbiamo fatto una pulizia qui in istituto e a casa ho suggerito un siero alla niacinamide la mattina, una crema con ceramidi la sera. In sei settimane il tono era visibilmente più uniforme, i pori meno in evidenza. Niente di immediato — molto di costante.
Se vuoi capire da dove iniziare con il viso, il percorso benessere da Fior di Loto è fatto per questo: si parte da un’analisi della pelle, poi si costruisce qualcosa di sostenibile.
Domande che mi fanno spesso sulla niacinamide
Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?
Sul rossore e la luminosità, qualche giorno. Sul tono e le macchie servono almeno quattro-sei settimane di uso continuo. La costanza conta più della concentrazione del prodotto.
La niacinamide va bene anche per la pelle secca?
Sì, anzi. Aiuta a ricostruire la barriera che trattiene l’acqua: è esattamente quello di cui ha bisogno la pelle secca. Va usata insieme a una crema ricca, non al suo posto.
La posso usare sotto il trucco la mattina?
Sì. Ha una texture leggera che si asciuga in pochi secondi e non crea problemi con foundation e correttore. Anzi, la mattina è il momento migliore per usarla.
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Ti ascolto, poi ti dico io quale ingrediente ha senso per la tua pelle adesso.
— Laura
Fior di Loto — Campobasso
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