L’odore della pelle in menopausa: perché cambia e come prendersene cura

Donna seduta sul divano di casa, in un momento di pausa

Il sudore, da solo, è quasi inodore.

Sembra una curiosità da quiz, e invece è il punto da cui cambia tutto il discorso. Perché se quello che senti non è il sudore, allora non è neanche una questione di quanto ti lavi.

È una cosa che le donne notano per prime e raccontano per ultime, spesso a nessuno. Ed è proprio per questo che ho deciso di scriverne: se lo stai notando anche tu, voglio che tu sappia che non c’è niente di strano in te, e soprattutto che c’è una spiegazione precisa.

Allora da dove arriva?

Dall’incontro tra il sudore e la flora batterica della pelle, cioè quell’insieme di microrganismi che vivono normalmente sulla sua superficie e che, in condizioni di equilibrio, ci proteggono. Sono loro che, nutrendosi di ciò che la pelle produce, danno origine all’odore.

Il che vuol dire una cosa molto importante: l’odore non nasce da poca igiene. Nasce da un equilibrio che si è spostato. E in menopausa quell’equilibrio si sposta per ragioni che con l’igiene non c’entrano nulla.

Perché succede proprio adesso

Con la menopausa gli estrogeni calano, e gli estrogeni non si occupano soltanto del ciclo. Tra le altre cose partecipano alla termoregolazione, cioè al modo in cui il corpo gestisce la propria temperatura. Quando vengono a mancare, quel termostato diventa più reattivo: basta poco perché il corpo decida che è ora di raffreddarsi.

Sono le vampate, e con le vampate arriva il sudore, spesso in momenti e in orari in cui prima non sudavi affatto. È un meccanismo fisiologico ben descritto, che l’ Istituto Superiore di Sanità riporta tra le manifestazioni più comuni di questa fase.

Poi c’è un secondo elemento, meno conosciuto.

Non tutte le ghiandole sudoripare sono uguali. Per quanto riguarda la gran parte del corpo, il sudore è fatto quasi soltanto di acqua e sali: è quello di una camminata al sole, e ha un odore molto tenue. Per quanto riguarda invece certe zone, come le ascelle e l’inguine, entrano in gioco ghiandole diverse, le apocrine, che producono un sudore più ricco di grassi e proteine. È il sudore che si attiva con l’emozione, la tensione, la fretta, ed è quello che i batteri trasformano in un odore più deciso.

Ecco perché la sera di una giornata storta l’odore ti sembra diverso da quello di una passeggiata d’estate. Non te lo stai immaginando: sono proprio due sudori diversi.

C’è infine un terzo pezzo, ed è il mio territorio.

Con il calo degli estrogeni si assottiglia anche il film idrolipidico, cioè quella pellicola sottilissima di acqua e grassi che riveste la pelle e la protegge. La pelle diventa più secca e più sottile, e cambia l’ambiente in cui quei batteri vivono. Quando cambia l’ambiente cambia chi lo abita, e quando cambia chi lo abita cambia anche l’odore. È anche il motivo per cui in questa fase compare la pelle secca, e per cui puoi notare la pelle che cede e perde compattezza: sono facce diverse dello stesso cambiamento.

L’errore che vedo più spesso

A questo punto la reazione istintiva è una sola: lavarsi di più e lavarsi più forte.

Saponi aggressivi, docce lunghe e bollenti, spugne ruvide, due o tre volte al giorno. Lo capisco benissimo, ed è esattamente quello che farei io d’istinto. Il problema è che ottiene l’effetto contrario: togliendo alla pelle quel poco di film protettivo che le resta, la flora batterica si riorganizza in fretta, e molte volte peggio di prima.

Più aggredisci, più la pelle risponde. E si entra in un giro che non finisce.

Il consiglio che posso darti

Andare nella direzione opposta. Meno aggressione, più cura.

Per quanto riguarda la detergenza, un detergente delicato con un pH rispettoso della pelle e acqua tiepida invece che bollente. Una doccia al giorno fatta bene vale più di tre fatte di corsa con il sapone sbagliato. Se in una giornata calda senti il bisogno di rinfrescarti una seconda volta fallo pure, ma solo con acqua sulle zone che ti danno fastidio. E asciuga bene, soprattutto nelle pieghe: l’umidità che resta è la condizione preferita dai batteri. È un gesto di dieci secondi e cambia parecchio.

Poi c’è una distinzione semplice che aiuta più di quanto sembri. Deodorante e antitraspirante non sono la stessa cosa: il primo lavora sull’odore, cioè sui batteri, il secondo riduce proprio la quantità di sudore. Se il tuo problema è l’odore, il deodorante basta quasi sempre ed è anche più delicato. Il consiglio che posso darti è di sceglierlo senza alcol e di metterlo sulla pelle asciutta e pulita, mai su quella già sudata: sopra il sudore non funziona, lo copre soltanto.

Il profumo, invece, non è una soluzione. Messo sopra non toglie niente e molte volte si mescola creando qualcosa di peggio. Meglio poco profumo sulla pelle pulita che tanto profumo usato come coperta.

E poi idrata, anche dove non ci pensi. Una pelle idratata mantiene meglio la sua barriera, e una barriera integra è la prima difesa di quell’equilibrio di cui parlavamo. Vale per il viso e vale per il corpo, soprattutto dopo la doccia, quando la pelle è ancora leggermente umida.

Per quanto riguarda i tessuti, cotone, lino e fibre naturali lasciano respirare la pelle molto più del sintetico, che invece trattiene. Non è un dettaglio da poco quando le vampate arrivano anche di notte: un pigiama di cotone fa una differenza che si sente al risveglio.

Una cosa invece da non fare: bicarbonato, limone o aceto applicati puri sulla pelle. Girano parecchio come rimedi fai da te e sono tra le cose che irritano di più una pelle che in questo momento è già più fragile. Il sollievo dura un giorno, il rossore molto di più.

Se le vampate sono tante, si lavora lì

Perché il punto è che l’odore, molte volte, è una conseguenza. Se riesci a ridurre quante volte sudi e quanto intensamente, buona parte del problema si ridimensiona da sola. Ne ho scritto in modo più disteso nei 5 modi per gestire le vampate di calore, e quasi tutto passa da abitudini semplici. Le stesse vampate, ripetute negli anni, lasciano un segno anche sul colorito: è la storia delle macchie rosse sulla pelle in menopausa.

Lo stesso vale per la tensione. Il sudore delle ghiandole apocrine, quello dall’odore più marcato, si attiva proprio con l’emozione: più giornate corri, più quel meccanismo si accende. Non è una colpa e non è una debolezza, è fisiologia. Anche su questo, stress e menopausa si affrontano insieme e non uno alla volta.

Quando invece conviene sentire il medico

Te lo dico con calma, non per allarmarti.

Se il cambiamento è stato improvviso e marcato, se l’odore ti sembra davvero inusuale, oppure se si accompagna a bruciore, prurito intimo, sudorazioni notturne importanti o altri sintomi che ti preoccupano, quella è una conversazione da fare con il tuo medico o con il ginecologo, non con la tua estetista. Io mi occupo della pelle e del benessere, e so bene dove finisce il mio campo.

Nella grande maggioranza dei casi, comunque, parliamo di un cambiamento fisiologico che si accompagna con le attenzioni giuste.

Da dove ripartire

In questi anni ho imparato che le donne arrivano da me con il problema in tasca e me ne raccontano un altro. Si parla di gambe gonfie, di forme che non tornano, di una crema che non funziona più. Poi, verso la fine, arriva la domanda vera, quella fatta a voce bassa.

Non c’è motivo di tenersela. È una cosa che riguarda tantissime donne e di cui non parla quasi nessuno, ed è il silenzio a renderla pesante, non il fatto in sé.

Qui in istituto la prima cosa che andiamo a fare è guardare la pelle com’è davvero oggi, non com’era cinque anni fa: quanto è secca, quanto è sottile, cosa stai usando e quante volte. Molte volte si scopre che i prodotti non sono pochi, sono troppi, e che due o tre di quelli giusti lavorano meglio di otto scelti a caso. Da lì andiamo a costruire una routine sostenibile, e se serve la inseriamo nel quadro più largo della menopausa, che è poi il senso del mio Metodo Rinascita.

Se vuoi capire da dove partire, puoi leggere come funziona la consulenza oppure scrivermi e raccontarmi cosa senti cambiato. Ne parliamo con calma e capiamo insieme da dove conviene ripartire.

Il tuo corpo in questa fase non ti sta tradendo. Ti sta chiedendo attenzioni diverse da quelle di prima, e imparare quali sono è molto più semplice di quanto sembri adesso.

Immagine di Laura Ruta

Laura Ruta

Estetista e titolare di Fior di Loto, il centro estetico aperto a Campobasso nel 2017. Ideatrice del Metodo Rinascita, accompagna le donne dai 45 anni in su a ritrovare leggerezza e fiducia nel proprio corpo.

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