Cambiamento in armonia: attraversare la menopausa senza farne una guerra

Cambiamento in armonia: attraversare la menopausa senza farne una guerra

«Laura, io questo corpo non lo riconosco più. E mi sono stancata di combatterci.»

Me l’ha detta Lucia un giovedì pomeriggio, cinquantaquattro anni, seduta in cabina ancora col cappotto addosso. Non è venuta a chiedermi un trattamento. È venuta a chiedermi una tregua. Questa frase me la sono portata a casa. Perché dentro c’è tutto quello che la menopausa fa davvero, e quasi nessuno lo dice.

Il cambiamento non chiede il permesso

Arriva coi suoi tempi. Il sonno che si spezza alle quattro. La pelle che chiede più acqua di prima. Il peso che si sposta dove non si era mai messo, anche se mangi come hai sempre mangiato. Non sei tu che sbagli. È il corpo che sta cambiando registro. E un corpo che cambia registro ha bisogno di essere riletto, non corretto.

C’è anche un pezzo che non si vede allo specchio: quello che il cambiamento fa alla testa. L’irritabilità che non ti somiglia, la malinconia che arriva senza motivo apparente, la sensazione di essere «meno te». Anche questo è fisiologia, non fragilità: gli stessi ormoni che regolavano il ciclo toccavano anche l’umore, e il loro assestamento si sente. Saperlo non risolve, ma cambia il tono con cui ti parli: da «cosa c’è che non va in me» a «sto attraversando una cosa vera».

La guerra è la strategia sbagliata

Lo vedo ogni settimana: diete punitive cominciate il lunedì e morte il giovedì. Specchi evitati. Vestiti tenuti in fondo all’armadio «per quando torno quella di prima». Ma trattato da nemico, il corpo si chiude. Si irrigidisce, trattiene, si spegne. Però accompagnato, ascoltato, toccato con rispetto, risponde. Lo vedo succedere sul lettino, ogni singola settimana, da anni.

E c’è una ragione anche fisica, non solo poetica: la guerra costa cortisolo. Lo stress cronico della battaglia continua contro se stesse (il controllo ossessivo, la colpa a ogni pasto, la bilancia due volte al giorno) alza esattamente l’ormone che in menopausa gonfia, accumula sull’addome e rompe il sonno. Combattersi, letteralmente, peggiora le cose che si stanno combattendo. La tregua non è resa: è strategia.

Se ti è capitato di guardarti e non riconoscerti, ho scritto una cosa che forse è tua: ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.

Cosa significa accompagnare il cambiamento

Significa smettere di rincorrere il corpo di dieci anni fa e cominciare a lavorare con quello che c’è. Aspetta, dico meglio: con quello che c’è oggi, che non è peggiore. È diverso.

Gesti regolari invece di strappi. Trattamenti che seguono i tempi nuovi del corpo, non il calendario delle feste. Una persona che ti ascolta prima di guardarti il corpo. Ne ho parlato anche a proposito dell’equilibrio tra mente e corpo in menopausa.

Accompagnare, in pratica, ha tre ingredienti che la guerra non ha:

  • La gradualità. Un’abitudine alla volta, tenuta finché diventa normale. La guerra vuole tutto subito; l’armonia costruisce. Sei mesi di piccoli gesti battono sei settimane di eroismo, sempre.
  • L’ascolto dei segnali. Il corpo in questa fase parla più forte: la sera in cui le gambe pesano, la settimana in cui il sonno peggiora, il mese in cui il gonfiore torna. In guerra questi segnali sono fallimenti; in armonia sono informazioni, e si usano per aggiustare il tiro.
  • Il tocco. Sembra un dettaglio da estetista, e invece è il cuore: un corpo che viene toccato con cura (un massaggio, una crema stesa con calma, mani esperte che lavorano) esce dalla modalità difesa. Ci sono clienti che sul lettino si commuovono, e non per il trattamento: per la tregua.

Da dove cominciare, in pratica

Tre cose piccole, da domattina:

  • Una crema corpo stesa con calma, ogni sera. Non per dovere: per tornare a toccarti senza giudizio.
  • Acqua sul comodino, prima ancora del caffè al mattino.
  • Un appuntamento con te stessa a settimana. Una camminata, un bagno lungo, un’ora che è tua.

Sembrano niente, lo so. Ma sono il contrario esatto della guerra: tre gesti che dicono al corpo «siamo dalla stessa parte». E da lì, tutto il resto lavora meglio: il sonno, i trattamenti, perfino la voglia di muoversi che in guerra non arriva mai.

E quando vuoi fare sul serio

Il passo dopo esiste: è un percorso costruito sul tuo corpo di adesso, non su quello di prima. Da Fior di Loto lo facciamo così, partendo dall’ascolto: una consulenza lunga vera, in cui prima mi racconti e poi guardiamo il corpo insieme. L’ho descritto nel dettaglio in rinascita in menopausa, e trovi tutto anche nel percorso benessere a Campobasso.

Lucia oggi non ha il corpo dei suoi quarant’anni. Ha qualcosa che le somiglia di più: un corpo che ha smesso di essere un campo di battaglia. Anzi, ha fatto pace per prima lei, e il corpo l’ha seguita.

Il cambiamento arriva comunque. In armonia o in guerra lo scegli tu. Punto.

→ Scrivimi qui: wa.me/3908741950632
Ti ascolto, poi ti dico io da dove cominciare, col tuo passo.

— Laura
Fior di Loto — Campobasso

Immagine di Laura Ruta

Laura Ruta

Estetista e titolare di Fior di Loto, il centro estetico aperto a Campobasso nel 2017. Ideatrice del Metodo Rinascita, accompagna le donne dai 45 anni in su a ritrovare leggerezza e fiducia nel proprio corpo.

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