«Laura, ma quando è il momento migliore per iniziare un percorso?»
È la domanda che sento più spesso in consulenza. A gennaio «aspetto che passi l’inverno». A maggio «ormai è tardi per l’estate». A settembre «con la scuola che ricomincia, figurati». Te lo dico come lo dico a loro: il momento giusto non esiste. Si decide.
Il calendario perfetto non arriva mai
C’è sempre una festa in vista, una settimana piena, una scusa buona. Il corpo però non ragiona a stagioni: ragiona a costanza. Un percorso iniziato «nel momento sbagliato» e portato avanti batte sempre quello perfetto rimandato a data da destinarsi.
E conosco bene anche il travestimento più elegante del rimandare: «prima mi metto un po’ a posto da sola, poi vengo». Come rassettare casa prima che arrivi la donna delle pulizie. Amica mia: il percorso serve esattamente quando NON sei a posto. Venire «già sistemate» è come andare dal medico solo da sane. Il punto di partenza imperfetto non è un ostacolo al percorso: è il motivo del percorso.
Cosa aspetti davvero (i tre rimandi che sento più spesso)
- «Aspetto di avere tempo.» Il tempo non si trova, si prende. Un’ora a settimana ce l’ha chiunque: sepolta sotto cose meno importanti, ma c’è. E paradossalmente le mie clienti più impegnate sono le più costanti: chi ha l’agenda piena sa difendere gli appuntamenti, anche quello con se stessa.
- «Aspetto di essere meno stanca.» È il gatto che si morde la coda: la stanchezza cronica è spesso proprio il segnale che serve prendersi cura di sé. Aspettare di stare meglio per iniziare a star meglio non funziona, per costruzione.
- «Aspetto un periodo più tranquillo.» Guarda indietro: quand’è stato l’ultimo periodo tranquillo? Ecco. La vita piena è la condizione normale, non l’eccezione da aspettare che passi.
Quello che succede quando smetti di aspettare
Le clienti che hanno smesso di aspettare il lunedì giusto mi dicono tutte la stessa cosa: «dovevo farlo prima». Non perché il risultato sia arrivato in una settimana. Ma perché il peso di rimandare era diventato più pesante del lavoro stesso. Se ti sei mai guardata allo specchio rimandando a «quando starò meglio», leggi ti guardi allo specchio e non ti riconosci più: è scritto per te.
C’è anche un dettaglio pratico che nessuna considera: iniziare «fuori stagione» è spesso un vantaggio. Chi comincia un percorso corpo in autunno arriva a maggio già pronta, mentre le altre si accalcano ad aprile chiedendo miracoli in sei settimane. Il momento «sbagliato» del calendario è regolarmente quello giusto del corpo.
Iniziare piccolo, ma iniziare
Il primo passo non è un abbonamento annuale. È una consulenza, un trattamento, un’ora in cui qualcuno ascolta il tuo corpo e ti dice da dove partire. Aspetta, dico meglio: ti dice da dove partire TU, non una qualsiasi. Perché viso e corpo vanno letti insieme, e quasi nessuno te lo spiega: l’ho raccontato in perché non me lo hanno mai detto.
E se il tuo rimandare ha a che fare con una fase precisa (il corpo che cambia, gli anni del cambiamento) sappi che vale doppio: accompagnare un corpo che sta cambiando è più semplice che rincorrerlo dopo. Ne ho scritto in rinascita in menopausa.
Quindi, quando?
Adesso. Non il lunedì, non dopo le feste, non a settembre. Il percorso benessere da Fior di Loto parte dall’ascolto, e l’ascolto non ha stagioni. E sì, lo so che lo sapevi già. Mancava solo che te lo dicesse qualcuno. Punto.
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Ti ascolto, poi ti dico io da dove iniziare. Oggi.
— Laura
Fior di Loto — Campobasso