Voglia di leggerezza: il ciclo drenante spiegato bene

voglia di leggerezza

«Laura, ho solo voglia di mettermi il vestito e uscire. Senza pensare alle gambe.»

Paola, quarantanove anni, me l’ha detto la prima volta che è venuta. Ed è una frase che sento in tutte le stagioni: a giugno perché arrivano i vestiti leggeri, a settembre perché l’estate ha lasciato le gambe stanche, a gennaio perché sotto i pantaloni ci si dimentica di loro fino alla primavera dopo.

La voglia di leggerezza è una cosa seria. E soprattutto è una cosa che si costruisce, non che capita.

Da dove viene quella sensazione di pesantezza

Le gambe pesano quando i liquidi fanno più fatica a risalire. Il caldo dilata i vasi e rallenta il ritorno; le ore seduta o in piedi ferma fanno il resto; e il corpo, che dal ginocchio in giù lavora in salita, a fine giornata presenta il conto. Caviglie che si segnano, polpacci tesi, quella voglia di alzare le gambe appena entri in casa.

Non è pigrizia e non è età. È un meccanismo, e come tutti i meccanismi si può aiutare. Del sintomo e delle sue cause ho scritto in modo più esteso parlando di gambe pesanti: qui invece voglio raccontarti la parte che mi chiedono di più in cabina, cioè come funziona davvero un ciclo drenante.

C’è anche un pezzo di testa, in quella pesantezza, e vale la pena dirlo. Mesi di gambe coperte tolgono confidenza. Molte donne non hanno solo le gambe gonfie: hanno perso l’abitudine a guardarle. E allora il vestito resta nell’armadio «per quando le gambe saranno a posto», che è il modo migliore per non metterlo mai.

Che cos’è un ciclo drenante, detto senza giri di parole

Un ciclo drenante è una serie di sedute ravvicinate che servono a rimettere in movimento i liquidi fermi nei tessuti. Non è un singolo massaggio fatto una volta ogni tanto: è proprio il ravvicinarsi delle sedute a fare il lavoro, perché il corpo ha bisogno di ripetere il gesto prima di imparare a mantenerlo da solo.

In pratica si comincia con sedute vicine nelle prime settimane, per sbloccare, e poi si diradano, per mantenere. Quante e ogni quanto dipende dalle tue gambe: c’è chi arriva con un gonfiore recente e risponde subito, e chi ha tessuti fermi da anni e ha bisogno di più pazienza. È esattamente il motivo per cui non vendo pacchetti al telefono: prima le gambe le devo vedere.

Che cosa si sente, seduta dopo seduta

Te lo dico come lo raccontano le mie clienti, che è più utile di qualsiasi descrizione tecnica.

Dopo la prima seduta: la sera stessa le gambe sono più leggere e c’è quasi sempre più pipì del solito, che è il segno che i liquidi si sono mossi. Dopo due o tre sedute: il segno del calzino si vede meno, e la mattina le caviglie sono già pulite invece di partire gonfie. Dopo il ciclo: la sensazione di pesantezza torna più tardi nella giornata, o certi giorni non arriva affatto.

Il linfodrenaggio manuale è il lavoro fine, lento, che segue il percorso della linfa con le mani; la pressoterapia è la spinta meccanica più decisa, con i gambali che gonfiano e sgonfiano a onde. Spesso il ciclo giusto li alterna, e si costruisce dopo aver guardato le tue gambe, non su una tabella.

Quello che puoi fare da subito, a casa

Acqua, tanta, anche quando non hai sete: il gonfiore si combatte bevendo, non smettendo di bere. Una camminata al fresco, mattina o sera. Le gambe alzate dieci minuti contro il muro, mentre guardi il telefono. E in doccia, il gesto che consiglio a tutte: un getto di acqua fresca dal piede al ginocchio, gamba per gamba, due minuti. Svegliano la circolazione meglio di tanti prodotti.

Poi, per quanto riguarda le stagioni, cambia poco ma cambia. D’estate camminare nell’acqua del mare fino al ginocchio è un drenaggio naturale e gratuito, e il gel effetto freddo tenuto in frigo trasforma la sera. In inverno il nemico è l’immobilità: se stai otto ore alla scrivania, alzati ogni ora anche solo per riempire il bicchiere. Le gambe chiedono poco, ma tutti i giorni.

Quando i gesti di casa non bastano più

C’è un punto oltre il quale l’acqua fresca e la camminata non ce la fanno da sole. Se la sera il segno del calzino è sempre lì, se il gonfiore torna ogni giorno uguale, il discorso si chiama ritenzione: ne ho scritto in dettaglio nell’articolo sulla ritenzione idrica.

E lì il consiglio che posso darti è di non aspettare la settimana prima del mare o del matrimonio. Un ciclo fatto con calma, quando ancora non ti serve disperatamente, lavora molto meglio di una corsa contro il tempo. Paola questo l’ha capito al secondo anno: adesso viene a maggio senza che io le dica niente.

Le domande che mi fanno più spesso

Quante sedute servono per un ciclo?
Dipende dalle gambe, e lo si decide guardandole. In genere si parte con sedute ravvicinate nelle prime settimane e poi si dirada. Diffida di chi ti dà un numero prima di averti vista.

Il drenante fa dimagrire?
No, e chi te lo racconta ti sta vendendo qualcosa. Il drenaggio toglie liquidi in eccesso, non grasso: la differenza si vede sul gonfiore e sulla forma, non sulla bilancia. Sono due lavori diversi, che a volte si fanno insieme.

Fa male?
Il linfodrenaggio è un massaggio lento e leggero, molte clienti si addormentano. La pressoterapia dà una pressione ritmica che si sente, ma si regola: se ti dà fastidio, si abbassa.

Posso farlo anche d’estate, con il caldo?
Sì, ed è anzi il periodo in cui le gambe ne hanno più bisogno. L’unica accortezza è non farlo subito dopo ore di sole diretto: meglio la mattina o il tardo pomeriggio.

Mi segui? La leggerezza non è una taglia. È come ti senti quando esci di casa. E quella si costruisce: un bicchiere d’acqua, una camminata, un ciclo fatto al momento giusto. Trovi tutti i trattamenti nella pagina dei massaggi da Fior di Loto.

Scrivimi qui: wa.me/3908741950632

Raccontami come stanno le tue gambe: ti dico io da dove partire per sentirle di nuovo leggere.

— Laura


Fior di Loto — Campobasso
Metodo Rinascita · Consulenza · Trattamenti · Prodotti
0874 1950632 · @fiordiloto.cb

Immagine di Laura Ruta

Laura Ruta

Estetista e titolare di Fior di Loto, il centro estetico aperto a Campobasso nel 2017. Ideatrice del Metodo Rinascita, accompagna le donne dai 45 anni in su a ritrovare leggerezza e fiducia nel proprio corpo.

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